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Vogliamo dire la nostra! - dall'ass. Genitori Soli sulla questione "madri arpie - padri poveri"

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Vogliamo dire la nostra! - dall'ass. Genitori Soli sulla questione "madri arpie - padri poveri"

Messaggio Da Maia il Ven Dic 16, 2011 11:50 am

A chi dice che in Italia esiste una legge che tutela solo le donne dopo la separazione, vorremmo rispondere coi dati appena pubblicati da una fonte accreditata e certa , l'Istat, Relazione Divorzi e separazioni 2011e altri dati pubblicati dalla Caritas italiana .

<<Le separazioni che si concludono con l'assegno di mantenimento al coniuge (di solito, il marito alla moglie) sono 1 su 5 (21,1% dei casi nel 2009). In 4 casi su 5 nessuno dei due coniugi si deve niente. Solo due anni prima (2007) le separazioni con assegno al coniuge erano il 27,1%, un po' più di 1 su 4. Va detto che, nella serie storica dal 2000 a oggi il 2007 è stato l'anno di punta.
Se si guardano le diverse aree geografiche si vede un cambiamento negli ultimi tre anni: il Nord Est è passato dal 22% di assegni al coniuge del 2007 al 16,6% del 2009; il Nord Ovest dal 22% al 17,3%, il Centro dal 30,7% al 22,2%, il Sud dal 34,6% al 28,1, le isole dal 31,3% al 25,3.
I numeri diminuiscono ulteriormente con il divorzio: quelli che si concludono con un assegno al coniuge (di solito alla moglie) erano il 15% nel 2007, il 13,3% nel 2008 e il 12,8% nel 2009. Poco più di 1 su 10.>>

Inutile commentare il dato che confuta del tutto le affermazioni che le donne restano ingiustamente a carico degli ex mariti/compagni dopo le separazioni. Semmai invece dobbiamo puntare l'attenzione su un fatto grave, certo, ma purtroppo strettamente legato a un discorso culturale tipicamente italiano: quello dell'abbandono del lavoro da parte delle donne per occuparsi della cura della famiglia - con e senza figli, e cio' anche a causa di una scarsa o quasi inesistente politica del Welfare in italia. La prolungata assenza delle donne dal mondo del lavoro dovuta ai compiti di accudimento di casa e famiglia,non consente loro di rientrare a lavorare se non con grande fatica , non avendo una giusta preparazione, e ancor meno esperienza professionale.

A chi dice che "fare il padre , e' un diritto e non un 'elemosina" (cit. T. Timperi) , rispondiamo che e' un diritto che le donne si conquistano ogni giorno, mantenendo, curando e dando ai figli cio' di cui necessitano e cui la maggior parte dei padri separati (85%) invece non e' interessata.

Come sostiene Marino Maglietta, socio onorario dell'AIMeF Associazione Italiana Mediatori Familiari e membro della Consulta Nazionale per l'Infanzia e l'Adolescenza "Gianni Rodari", "ci sono casi di grossi sacrifici da parte dei padri, ma vedo tante più donne separate in difficoltà per il disinteresse dei padri nei confronti dei figli. Sono padri che ci sono fanno male a tutti, anche a chi vorrebbe una legge più equilibrata sull'affidamento dei figli, e inducono la magistratura a scelte sbagliate".

Maglietta stima nel 15% delle separazioni giudiziali la categoria dei padri emarginati, "il restante 85% è ben contento di fare il padre assente.

Ribatte Vittorio Vezzetti, Presidente di Adiantum, l'Associazione delle associazioni nazionali di tutela dei minori (dai Papà separati alle Mamme separate a Figli per sempre): "facciamo anche che siano il 10% del totale, si tratta sempre di 140-150.000 genitori massacrati dai Tribunali italiani".

Gia', perche dietro al grande clamore che molte associazioni fanno, ci sono un pugno di uomini, come dice Vezzetti, e moltissime donne , quell' 85% i cui ex sono assenti: diamo quindi alle cose la giusta dimensione .

Il Sig. Timperi non si accontenta di ribadire, parlando della Fiction trasmessa su Raiuno 'Saro' sempre tuo padre':<<Ho trovato alto il fatto che Raiuno, da sempre attenta alle istanze d ella societa', abbia avuto il coraggio di fotografare questa emergenza. Al netto di inutili buonismi.>> ma va ben oltre << Gli sceneggiatori hanno lavorato bene. Anche se potevano osare di piu'. Approfondendo il discorso della madre malevola. Ma sarebbe stato chiedere troppo considerato che viviamo in Italia.>>

Stupisce il triste e gratuito sarcasmo misogino di Timperi, e ancor piu' la strumentalizzazione che viene fatta da parte della Rai su temi tanto delicati che vengono trattati nella fiction con una leggerezza che non ci si puo' permettere quando ci sono in ballo vite di minori e di donne dipinte sempre e solo come 'arpie sanguisughe', una strumentalizzazione sicuramente involontaria da parte della RAI, che e' figlia del grande battage pubblicitario di cui le molte Associazioni si fanno portavoci sul web, schierandosi e insultando persino le donne e senza fare distinguo.

Riportiamo qui solo alcuni degli esempi con cui nelle newsletter dell'associazione Genitori sottratti si fa riferimento alle donne: madre parassita, padre spremuto , moglie 'ruba' la casa del marito, figlia 'lavativa' maggiorenne ancora a carico del padre etc.

Al di la' del sarcasmo gratuito, le madri malevole cui il Sig. Timperi fa riferimento sono quelle che l'Istat e la Caritas Italiana hanno fotografato

<< le persone separate/divorziate rappresentano il 12,7% delle persone che si rivolgono ogni anno alla Caritas Italiana La metà di loro (50,9%) ha problemi di povertà. Il 13% vive con figli minori (ndr nella per la maggior parte dei casi vivono con le madri)

Ma se (purtroppo) si deve guardare su chi ricadono nella media i danni, "certamente esistono padri in gravi condizioni, ma i dati Istat ci dicono che sono le donne sole e con figli separate/divorziate le persone a maggior rischio di povertà e non lo afferma solo l'Istat ma anche altre ricerche", come dice Linda Laura Sabbadini, direttore di dipartimento Istat.

I dati Istat sull'incidenza di povertà relativa del 2010 dicono che tra gli uomini separati e single è povero l'1,6%, dato che cresce al 3,5% tra le donne single separate. Il dato esplode in presenza di figli: le donne monogenitore sono povere nel 10,4% dei casi, dato che sale al 15,4% se il figlio è minorenne. Per gli uomini il dato statistico di povertà è in molti casi non significativo.

Sempre la Caritas Italiana dichiara che del 12,7% di separati/divorziati che chiede aiuto alla Caritas, il 66,5% è donna, il 33,5% è uomo e "non ci sono modifiche significative nel tempo di questo rapporto", dicono all'Ufficio studi dell'organizzazione pastorale della Cei (Conferenza episcopale italiana), sottolineando che "noi non riscontriamo il fenomeno dei padri separati che ricorrono alla Caritas così come viene descritto. >>

A chi dice infine che i padri separati sono i nuovi poveri rispondiamo con quanto sopra denunciato dalla Caritas e aggiungiamo:

<<Istat ' Relazione separazione e divorzi 2011: il 75% dei padri separati non e' in regola con il pagamento degli alimenti.

Nel 2008, solo il 24,4% degli uomini separati,divorziati o riconiugati ha versato regolarmente denaro per l'ex coniuge o per i figli, percentuale che sale al 36% se al momento della separazione erano presenti figli minori.

I versamenti sono stati effettuati per l'ex coniuge nell'8,5% dei casi e per figli nel 15,9%; quest'ultima percentuale sale al 26,4% se al momento della separazione erano presenti figli minori.


<<Sul punto della povertà dei padri, Chiara Saraceno, sociologa della famigli a cui si devono alcuni dei principali studi sul tema, ha una visione netta. "È vero - dice - che c'è una minoranza di papà separati non abbienti per i quali la separazione produce dei costi e diminuisce il tenore di vita solo per il fatto di pagare l'affitto perché la casa è rimasta alla moglie perché lì abitano i figli . Ma oggi nei Tribunali si vede solo il flusso che esce dalle tasche dei padri e non si vede l'inadeguatezza di ciò che entra in quelle delle madri e non per cattiveria dei padri. Spessissimo i giudici sono più simpatetici nei confronti di un padre piuttosto che interrogarsi sull'altra parte, i bambini mangiano tutti i giorni. È una guerra tra poveri, ma proprio perché la donna a volte ha lasciato il lavoro e ha dedicato più tempo alla famiglia che non al lavoro, la sua capacità di lavoro è diminuita: è la persona con lo stecchino più corto">>

In conclusione comunque, a farne le spese sono quasi sempre i figli, di qual unque eta'. I cambiamenti intervenuti nelle condizioni economiche della famiglia a seguito dello scioglimento dell'unione possono determinare difficolta' di accesso per i figli all'assistenza medica, alle vacanze o ad attivita' del tempo libero. In effetti, la maggior parte delle rinunce cui sono costretti i figli nei due anni successivi alla separazione dei genitori sono dovute a motivi economici: e' questa la ragione che impedisce al 5% dei genitori di sostenere per i figli le spese mediche con la frequenza necessaria, al 14,7% di far loro frequentare corsi extra scolastici, al 16,1% palestre e centri sportivi, e al 24,1 % di far andare i figli in vacanza nei luoghi e per la durata che era loro abituale.

Il 9,3% dei genitori dichiara che, per motivi economici, almeno un figlio ha dovuto rinunciare a vedere amici per bere qualcosa o mangiare insieme con la frequenza abituale, il 13,1% ad andare al cinema, teatro, stadio ecc., e il 17,4% a spendere con regolarita' una piccola somma di denaro per esigenze personali.>> (Istat, Relazione divorzi e separazioni 2011)

Da sempre la ns Associazione denuncia tutto ciò

La vita della madre sola è una invisibile e spesso silenziosa corsa ad ostacoli nella quale ci si autoelimina dal gioco prima di essere eliminate. Perché i ritmi degli altri e i propri non sono mai in sincronia. Perché si marcia a velocità diverse

Leggi l'articolo apparso su Repubblica.it nel 2004
http://www.genitorisoli.it/notizie.asp?id=29

Le madri sole sono forse l'aspetto più rappresentativo del complesso fenomeno che è la povertà femminile. Esse costituiscono un gruppo particolarmente colpito dalla stretta interrelazione tra i processi di genere insiti nei tre sistemi di regolazione dei mec canismi di integrazione o esclusione sociale: famiglia, mercato del lavoro e sistema di welfare.
http://www.genitorisoli.it/notizie.asp?id=30

"Profili e organizzazione dei tempi di vita delle madri sole in Italia", pubblicato nel 2005
Leggi come anche questo articolo denuncia l'alto rischio di poverta' per le mamme sole
http://www.genitorisoli.it/notizie.asp?id=430

Separazione e divorzio espongono a condizioni di disagio economico soprattutto le donne. È quanto rivela l'Istat in un'indagine presentata al Cnel nell'ambito del convegno «Verso il bilancio sociale del Paese».
Leggi l'indagine Istat del 2007
http://www.genitorisoli.it/notizie.asp?id=293

Dossier: le difficoltà dei genitori soli
http://www.genitorisoli.it/associazione.asp?id=88

Don Adolfo Macchioli, Direttore della Caritas Diocesana di Savona-Noli rispondeva così al ns dossier
http://www.genitorisoli.it/notizie.asp?id=294

CONTINUIAMO AD ESSERE DISPONIBILI A DARE VOCE A TUTTE LE SITUAZIONI DI DIFFICOLTA' DEI GENITORI SOLI. VOGLIAMO SENSIBILIZZARE L'OPINIONE PUBBLICA RIGUARDO ALLA REALTA' DELLA FAMIGLIA MONOGENITORIALE. SCRIVICI LA TUA STORIA, LA TUA ESPERIENZA, I TUOI PROBLEMI associazione@genitorisoli.it

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Re: Vogliamo dire la nostra! - dall'ass. Genitori Soli sulla questione "madri arpie - padri poveri"

Messaggio Da Gaia il Sab Dic 17, 2011 1:28 am

Cara Maia, grazie per le tue preziose comunicazioni sempre aggiornate, ma l'associazione si riuscirà a fare? Mia figlia è diventata nel frattempo maggiorenne, io non sono mai stata aiutata da nessuno, nè tantomeno dallo stato italiano. Questi anni sono volati ed io ora mi sento stanca ( per quanto ho lavorato) e vorrei andarmene in pensione, ma per l'ennesima volta siamo state gabbate!Quanto ancora dovrò sacrificare nella mia vita? ora poi non c'è lavoro per i giovani, per cui le mie preoccupazioni aumentano. Solo con dati alla mano potremmo fare sentire la nostra voce e le nostre esigenze. Dicono che dobbiamo allinearci all'Europa , ma il walfare negli altri paesi è efficente e da noi? il nulla, da noi o ti sposi o ti tieni il marito che ti maltratta... o peggio per te!!! ti arrangi perchè te la sei cercata. E' terribile, come la cultura sociale sia regredita nel nostro paese. Io leggo i vari mess. che scrivono le nuove iscritte, ma spesso non rispondo perchè sarei troppo pessimista e so invece di quanto sostegno hanno bisogno le mammesingle. Spero sempre che tu riesca a fare l'associazione, sarò la prima a sostenerla.
un abbraccio dalla " matusa" Gaia Smile

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Re: Vogliamo dire la nostra! - dall'ass. Genitori Soli sulla questione "madri arpie - padri poveri"

Messaggio Da Maia il Dom Dic 18, 2011 1:27 pm

Gaia che piacere leggerti Very Happy
Ti sono vicina per la questione pensioni, io vabbè non sono più una ragazzina ma la mia pensione so già che non ci sarà, ma sono vicina a chi sperava di essere arrivato o quasi ad un traguardo e ad una tranquillità, ad un riposo doveroso e invece ha dovuto assistere a questo sfacelo...

L'associazione è un sogno che non sai quanto vorrei riuscire a concretizzare, purtroppo anch'io sono disincantata per tutta una serie di motivi: essenzialmente il fatto che siamo tutte così frammentate in giro per l'Italia e perché le mamme sole (a differenza dei padri!) hanno troppe cose sulle spalle e poco tempo, io li vedo andare in giro per trasmissioni a fare le vittime e qualche volta mi sale un gran nervoso, sono molto bravi nelle public relations...

Come dicevo non sai quanto vorrei concretizzarla ma non riesco a trovare un come, un dove, un "con chi".

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Re: Vogliamo dire la nostra! - dall'ass. Genitori Soli sulla questione "madri arpie - padri poveri"

Messaggio Da Maia il Dom Dic 18, 2011 1:33 pm

anzi guarda apro un topic per parlarne ancora, per trovare idee di fattibilità, che dici?
La trovi qui e spero tanto di leggerti: http://mammasingle.4umer.com/t4057-associazione-mamme-single-come-farla-diventare-realta#155524

P.S. non ti trattenere anche negli altri topic, io credo che il punto di vista di una veterana sia molto molto ricercato anche se un po' disincantato flower

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Re: Vogliamo dire la nostra! - dall'ass. Genitori Soli sulla questione "madri arpie - padri poveri"

Messaggio Da lupa il Mar Dic 20, 2011 12:18 pm

Credo che la questione sia molto più profonda: ci troviamo di fronte ad una destrutturazione della società per come siamo abituati a conoscerla.
Di fronte alle infinite ed infruttuose recriminazioni vicendevoli, di lei che si sente abbandonata e di lui che si sente usato, cerchiamo di guardare i fatti:
Di fronte alla crisi economica ed a quella della famiglia e del matrimonio, sempre più spesso l'uomo decide di non avere figli e di vivere solo per se stesso.
La riproduzione della specie, quale fatto meramente biologico e bisogno primario, attraverso il quale i quali tutti gli esseri viventi provvedono alla conservazione della propria specie, resta una responsabilità prevalentemente della donna.

E' di questo che bisogna prendere atto: la società sta cambiando e le regole devono cambiare con essa.

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Re: Vogliamo dire la nostra! - dall'ass. Genitori Soli sulla questione "madri arpie - padri poveri"

Messaggio Da Gaia il Mar Dic 20, 2011 7:03 pm

Cara Lupa, se vogliamo parlare in profondità io da tempo (30 anni) auspico un ritorno al matriarcato, in senso moderno ovvio. Ma con le stesse caratteristiche. Pochi nelle scuole ne parlano, io che sono una prof. Donna , e che insegno storia dell'arte, comincio a spiegare le differenze tra patriarcato e matriarcato in prima. Quelli/e di storia non ne parlano. I libri non ne parlano, ovvio, sono scritti dagli uomini x gli uomini.
NOI SIAMO ESCLUSE. Eppure nelle società matriarcali nel mondo (poche) la vita sociale scorre tranquilla, in armonia con la MADRE TERRA.
appunto una grande madre - donna.
Un caro saluto Gaia Smile

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Re: Vogliamo dire la nostra! - dall'ass. Genitori Soli sulla questione "madri arpie - padri poveri"

Messaggio Da Maia il Mar Dic 20, 2011 8:47 pm

dire che sono assolutamente d'accordo con tutte e due è poco, però appunto i cambiamenti sociali, familiari e di "regole" dovrebbero essere profondi!

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